Venere in pelliccia

19 GENNAIO 2018
Pierfrancesco Pisani, Parmaconcerti e Teatro di Dioniso

di David Ives
con Sabrina Impacciatore, Valter Malosti - Regia Valter Malosti

Una pedana rossa, soprelevata rispetto al palco, è il quadrato di gioco, rosso come la chaise longue, come il tavolo sulla sinistra sul quale l'attore, Valter Malosti, prende appunti senza alzare la testa neanche per un attimo mentre il pubblico riempie la sala; una telefonata alla fidanzata per avvisarla che ha quasi finito il lavoro e per sfogarsi della cronica mancanza di virtù nelle giovani attrici di oggi finché dal fondo si solleva la stoffa nera e quasi magicamente, ecco l’interprete ritardataria che diventerà protagonista della scena: Sabrina Impacciatore.
Basta assistere ai primissimi scambi tra i due per capire che l’assortimento per questo Venere in pelliccia è invece un successo assicurato. A ciò va aggiunta la scelta di un testo ricco di ironia, piani di riflessione, spunti morali e filosofici. La pièce di David Ives (Chicago 1950) infatti è anche una divertente e intelligente partita a scacchi sul teatro e il mestiere dell’attore.
Gli interpreti mostrano un’affinità non scontata, il timbro argentino ma corposo di Malosti rincorre la tempra autoriale della protagonista; insieme confezionano uno spettacolo a tratti comico, ma con una continua interrogazione allo spettatore rispetto ai ruoli imposti e a quelli che vorremmo recitare, con un finale che riavvolge il nastro del tempo.