Animali da bar

7 MARZO 2018
Carrozzeria Orfeo

di Carrozzeria Orfeo
con Beatrice Schiros, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Pier Luigi Pasino, Paolo Li Volsi
Regia Alessandro Tedeschi, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti

Richiamando il Bar Sport di Stefano Benni, ma con uno stile più affumicato e allucinato, Animali da Bar della Compagnia Carrozzeria Orfeo è un luogo di atmosfere grunge e punk, dove i Blues Brothers, idealmente, potrebbero bere un drink con Bukowski. A Charles Bukowski si ispira proprio Gabriele Di Luca per il personaggio incarnato nello spettacolo, tale Swarovski, scrittore nichilista, giudicante, fastidioso come il Barfly (letteralmente moscone da bar) del 1987, film sceneggiato dallo stesso Bukowski e prodotto da Francis Ford Coppola. Volteggiando dalla narrativa al teatro – passando per il cinema, Animali da Bar si svela come una maledetta benedizione, una trasfusione di vita per rianimarsi dal sadismo occidentale e dagli acidi spacciati in televisione e in politica da una società allo sbaraglio – se analizzata a perdita d’occhio. Siamo tutti confusi e incatenati, siamo tutti Animali da Bar, ma cerchiamo inevitabilmente l’altro.
Nell’isola infelice ricreata con un bancone da bar rilucente e cupo che si snoda in una curva, campane tibetane che calano dall’alto – prendono forma le esistenze microbatteriche di personaggi interpretati senza retorica e passi falsi, una su tutti da Beatrice Schiros, decisiva e morbida, riesce perfino a svelare lati romantici della sua Mirka, barista ucraina che affitta l’utero per 35.000 euro e beve vodka come una spugna – a cui non ti puoi non affezionare. La circondano una voce registrata, quella di Alessandro Haber (spassoso vecchietto in fin di vita, che parla attraverso una radio), un ladruncolo con manie suicide, il buddhista massacrato di botte dalla moglie, e l’imprenditore cocainomane.