Presentazione

“Sono convinto che la musica possa educare anche più della politica e di tante altre cose. Per questo ho insegnato volentieri”.
Queste sono affermazioni pubbliche di Alvaro Esclide Mantovani di professione Orchestrale, nato a Goro il 20 ottobre 1927, trasferitosi a soli otto mesi a Follonica, dove ha vissuto fino alla morte, nel 2002.
Alvaro pronunciò queste parole nel giugno 2001, durante la serata per l’inaugurazione del restauro del Casello Idraulico di bonifica, dedicata a Enio Batisti e F6 e ai complessi musicali locali. Erano la risposta ad una richiesta esplicita dei suoi allievi ed amici musicisti professionisti di rango internazionale, come Stefano Scalzi, Stefano Cocco Cantini e lo stesso Fabio Montomoli, ideatore e organizzatore del Festival Chitarristico Mantovani.
La famiglia di Alvaro, composta dai genitori Antonio Mantovani e Albina Telloli e le sei sorelle (tutte nate in riva al Golfo) Clementina, Rosina, Adua, Clelia, Graziella e Marilena, fa parte delle famiglie pioniere della città moderna. Ricorda la nipote Patrizia Mariotti Ferretti: “Mio nonno Antonio Mantovani faceva il pescatore e sperava che zio Alvaro, l’unico maschio di famiglia, avrebbe intrapreso anche lui il mestiere di pescatore”.
Il giovane Alvaro, pur amando il mare, aveva una passione più grande: la musica. I primi soldi guadagnati li investì in lezioni e strumenti, tra i quali la mitica chitarra “Hawaiana”, oggi conservata con cura da Massimo Bucci. Nel 1959 partecipò ad un concorso radiofonico organizzato dalla Rai e giunse fino a Roma dove gli fu dato un riconoscimento come “miglior chitarrista della Toscana”, un cospicuo premio in lire, una batteria da cucina di acciaio inossidabile e addirittura una confezione di margarina, con tanto di articolo e foto sul giornale a fianco del presentatore Mario Riva.
Negli anni ’60 ha suonato all’estero, prima in Germania poi in Olanda, con il cantante Adolfo De Maestri e fu chiamato a far parte, dopo la morte di Fred Buscaglione, del complesso degli “Asternovas”. Intensa in quegli anni l’avventura in Persia, con un contratto di tre mesi in un hotel di Teheran dello Scià, Reza Phalevi, che venne sempre rinnovato per diciotto mensilità. Durante la permanenza in oriente Alvaro suonò anche nella reggia per l’imperatrice Fara Dhiba.
La lontananza dalla famiglia e la nostalgia di Follonica (comune agli artisti e ai nati nel Golfo) lo spinse ad annunciare il rientro e scrisse “mamma torno e forse porto una persiana”. Accorata la risposta: “porta anche un avvolgibile basta che ritorni”. Rientrato continuò a suonare a lungo, alternando i rientri in Maremma, nei night, e i locali italiani, tra i quali, in Toscana, il “Gambrinus” e il “Kursaal” di Montecatini, la “Capannina” di Viareggio, la “Tavernetta”e l’”Astoria” di S. Vincenzo, “Gatto Grigio”, “Gigliola”, “Florida”, “Parrini - Caravella Club” di Follonica.
Intanto continuava a studiare (lo fece per tutta la vita) e si diplomò al conservatorio di Lucca, cosa che gli permise di dedicarsi all’altra passione, l’insegnamento; con i suoi modi pacati e gentili riuscì a trasmettere a tanti ragazzi l’amore per la musica e a conquistarsi la loro indelebile riconoscenza.

Per la Fondazione Noi del Golfo Rino Magagnini - Follonica

Il Festival Chitarristico Internazionale “A. Mantovani” nasce per volontà dell’Associazione “LiveArt”, da anni attiva nell’organizzazione di eventi di musica classica nel territorio, per ricordare la figura di Alvaro Mantovani, primo musicista follonichese a fare la professione nel campo musicale.
Nella decima edizione del Festival, che nel tempo ha avuto modo di mostrare l’altissimo livello di artisti di fama internazionale, si è pensato di ampliare la manifestazione, inserendo, accanto ai concerti, altri eventi, e creare cosi una “Settimana della chitarra”: un concorso internazionale, una mostra di liuteria chitarristica, masterclasses tenute da alcuni degli artisti presenti al Festival, esibizioni di orchestre giovanili di chitarre.

Fabio Montomoli
Direttore artistico


La chitarra è lo strumento musicale per eccellenza, il primo a cui solitamente si avvicina un giovane appassionato di musica. Tutti, chi più chi meno, strimpellano una chitarra: poi alcuni optano per strumenti diversi, altri la dimenticano in un angolo per dedicarsi a tutt’altro nella vita.
Qualcuno però ne ha fatto una professione. Tra questi Fabio Montomoli, chitarrista, un follonichese che ha portato la sua musica in tutti i continenti. Ma prima di lui il suo grande maestro, Alvaro Mantovani, cui il Festival è dedicato. In tanti hanno cominciato a suonare con Alvaro. Alcuni di loro, oggi, sono musicisti affermati a livello internazionale. Alvaro, assieme a Bonello Bonarelli, maestro indimenticato della banda cittadina, sono i precursori della musica a Follonica. Ecco perchè ci piace dedicare uno spazio alla chitarra classica con un concorso che motivi le nuove generazioni a intraprendere lo studio della musica e con un Festival dedicato, nel luogo di spettacolo più prestigioso della città. Le radici culturali del territorio sono solide basi su cui poggia il futuro della comunità.

Barbara Catalani
Assessore alla Cultura