La stanza del tramonto

GIOVEDÌ 21 APRILE 2016
Accademia Mutamenti

Appunti sulla vita ordinaria di un mamifero
Di Lina Prosa con Sara Donzelli e Giampaolo Gotti
Regia di Giorgio Zorcù
Drammaturgia e spazio scenico: Claudia Sorace e Riccardo Fazi
Durata 1h 10'

Lina Prosa è una delle autrici teatrali più importanti oggi in Italia, tradotta e conosciuta all’estero, rappresentata dalla Sicilia,che è la sua patria, fino al Piccolo Teatro di Milano, poi a Parigi e in altre parti del mondo.
Ognuno di noi ha un rapporto con la fine che è profondo. Ne “La stanza del tramonto – appunti sulla vita ordinaria di un mammifero”, troviamo espressioni molto belle della fine come “sfondamento del tramonto”, come un momento magico in cui il giorno finisce ma noi percepiamo la rotondità della terra, e quindi percepiamo il ciclo vitale, e quindi la vita ordinaria dei mammiferi ma anche la vita ordinaria della Terra e di tutto l’universo. La fine come un qualche cosa che ha bisogno di una stanza, che ha bisogno di un suo tempo.
Non ci sono i nomi dei personaggi, ci sono un fratello e una sorella, una mamma e un padre. Sono pochissime le battute più lunghe di poche parole, ma tutta la poesia nasce dal ritmo del dialogo. E questa è una cosa molto bella, che oggi funziona molto; le parole che vengono dette e le azioni piccole o grandi che vengono fatte.
Colpisce anche la delicatezza della gestione del nudo e del travestimento, perché mantiene la delicatezza del testo, il grande pudore che c’è all’interno, e che la messinscena raffinatissima di Giorgio Zorcù riproduce.
Il tema della fine, il tema della morte, questa morte declinata attraverso il fatto che tutti gli individui morendo hanno bisogno di famiglia, e quindi la morte è un momento di grande ricongiungimento ai rapporti familiari e anche di risoluzione dei conflitti familiari.