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giovedì 12 luglio 2018

La squadra di Padel, della societa' Padel EM7, prima al campionato toscano serie D

(n. 225) La Società Padel EM7, la prima Società di Padel fondata (nel 2014) in Toscana, a fine giugno ha vinto la prima coppa di una manifestazione ufficiale in Toscana “finale del campionato regionale Toscana serie D della Federazione Italia Tennis settore Padel “, che permette di accedere al tabellone Nazionale per la promozione in serie C.

" Il percorso di questi 4 anni è stato difficile come tutte le cose nuove e sconosciute - dice il presidente Enrico Mariotti - nonostante abbiamo raggiunto oltre 250 soci abbiamo fatto conoscere uno sport nuovo alla Regione Toscana, ora si contano numerosi campi sparsi per le varie province della regione.

I numeri dei praticanti si raddoppia di anno in anno, uno sport in forte crescita nel nostro paese.
" Uno sport nuovo, avvincente, e un grande gruppo al quale faccio i complimenti della città di follonica " dice il Sindaco Andrea Benini.

Ecco la squadra:

Di Buduo Letizia, Fortunati Silvia, Papa Chiara, Paradisi Roberta, Biagiarelli Fiammetta, Di Lazzaro Andrea(allenatore), Ranieri Andrea, Cecchi Massimo, Bonsanti Filippo, Totti Alex, Lorenzi Mirco (allenatore)

" Il mio incontro col Padel? Un vero e proprio fulmine a ciel sereno - continua Mariotti - Era il 2009, ero ancora un giocatore di hockey su pista. La mia carriera era all’ennesimo bivio. Avrei dovuto tornare a giocare a Follonica ma questo progetto non si concretizzò. Rimasi senza squadra e quindi decisi di andare a vivere qualche mese a Barcellona (Spagna), per stare tranquillo e riflettere sul mio futuro in attesa di trovare una squadra per continuare a giocare.

Mi iscrissi in una palestra bellissima a Gavà playa, zona residenziale a pochi minuti da Barcellona, per mantenermi in condizione fisica nell’attesa di rimettere i pattini. C’erano anche 4 campi da Padel; pensai che era un’ottima alternativa per mantenere la velocità, i riflessi e alimentare quella sensazione competitiva della vittoria che per me era fondamentale e allo stesso tempo mi permetteva di conoscere persone nuove e socializzare, visto che alla fine di una partita di Padel non può mancare “l’ultimo set”: una birra tra amici.

In alcuni momenti mi soffermavo a pensare: cosa farò quando attacco i pattini al chiodo? Fare l’allenatore di hockey sarebbe stata una possibilità, il mio sogno, però non ci sono mai certezze!

Le idee non mi sono mai mancate, però trovare un’alternativa piacevole stimolante che riempisse il vuoto che mi avrebbe lasciato l’hockey dopo l’addio non era facile.

Iniziai a convincermi che il Padel era la cosa giusta. Mi permetteva  di rimanere in ambito sportivo, offrire alla comunità un ambiente socievole o spingersi oltre con campionati agonistici e tornei professionistici; l’unica cosa a frenarmi il fatto che in Italia il Padel era praticamente sconosciuto, i numeri erano ridicoli:  pochissimi campi, forse 10 in tutto lo stivale, al cospetto di una nazione come la Spagna dove è lo sport più praticato dopo il calcio con circa 6 milioni. Insomma: mi era venuta un’idea folle.

Ricordo che guardavo giocare gli amici e pensavo che per me sarebbe stato facile e semplice, avvantaggiato dalla mia condizione di atleta professionista di hockey utilizzando il bastone, invece sono rimasto molto sorpreso perché il Padel è uno sport differente.

Mi invitarono a giocare e le prime volte non capivo nulla, la pallina mi passava attorno e non riuscivo mai a fare un punto, la tiravo sulla rete o direttamente fuori; poi la funzione dei vetri che tengono la palla in gioco dà una sensazione unica, rara, perché la circostanza  in tutti gli sport dove si usa una pallina e racchetta è di non far passare la palla quando proviene nella tua direzione, mentre invece nel Padel ti dicono di farla passare e correre in avanti perché il vetro te la rimette in gioco. Mi resi conto che non era così scontato e facile come sembrava.

Giocavo quasi tutti i giorni, era divertente, praticamente in palestra andavo solo per giocare a Padel.

Dopo qualche mese tornai a giocare a hockey per altri tre anni: vinsi lo scudetto, giocai il mio ultimo mondiale con la Nazionale Italiana e la mia ultima stagione da professionista. A 44 anni decisi di attaccare i pattini al chiodo e in quel momento si azzerò tutto, era il momento di mettere in atto un nuovo progetto e fu così che mi dissi ...apro dei campi da Padel a Follonica.  Ed eccoci qua."

E adesso , la squadra è pronta per il tabellone nazionale , verso la categoria C!



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Ultima modifica: 17.May.2017
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